Due parole con Marco Fasolo, mastermind dei Jennifer Gentle, realtà in ascesa fuori dai territori nazionali, grazie ad un approccio musicale fresco ed energico allo stesso tempo. Di gran tenuta Live.

   

1) Allo Marco, come ci si trova a dirigere la nave? Un album interamente composto da te, nella nebbia, a quanto pare, del nord Italia? Pare ne sia unscito un lavoro dalle chiare ispirazioni e tutto meno che annebbiato. 

“In un certo senso non è cambiato molto, perché ho sempre scritto tutte le canzoni dei Jennifer Gentle, e già con Valende avevo praticamente suonato ogni strumento tranne batteria e percussioni. Questa volta c’è stata l’assunzione di ulteriori responsabilità, però non è stata una cosa drammatica: avevo in testa un’idea di suono ben precisa e credo di essere riuscito a tradurla su nastro. The Midnight Room è un album molto personale, non sarebbe potuto essere registrato diversamente” 

2) Infatti si percepisce dal mood generale che l`album e` parecchio personale, quale pezzo e` nato per primo o ha dato l`incipit all`idea dell`album? e quale ti lega di piu all`album precedente? 

“Il pezzo che in qualche modo ha segnato la direzione dell’album è stato Telephone Ringing, uno dei primi a essere composti e una sorta di indicazione generale su quel che volevo ottenere. Un brano come Electric Princess è invece il più ovvio riferimento a Valende, anche se nel suono è definitivamente Midnight Room” 

3) da dove nasce il titolo del disco? un suggerimento a chi ascolta l`album? un mood? o due parole che ti piacevano accostate? 

“Il titolo è stata l’ultima cosa che ho deciso, quando ormai l’album era già terminato. Cercavo un’immagine che in qualche modo riassumesse il tono generale del disco, e Midnight Room sembrava incarnarlo abbastanza bene. Richiama insieme la notte e un luogo chiuso, oscuro, forse stregato, perché questo è senz’altro un album asfittico, dove filtra davvero poca luce” 

4) quindi la dimensione raccolta ed emozionale sara una bella sfida durante il tour, cosa ti piace della dimensione live e cosa no? 

“Le nuove canzoni, dopo un mese e mezzo di tour negli Stati Uniti, sono più che testate e sono molto contento della loro resa live. Riusciamo ad essere potenti senza sacrificare nulla in termini di dettaglio. La nuova formazione dei Jennifer Gentle (che ora comprendono Andrea Garbo alla chitarra, Francesco Candura al basso, Liviano Mos alle tastiere e Paolo Mongardi alla batteria) mi soddisfa completamente. I pezzi live che abbiamo registrato per Daytrotter (vedi link più sotto) danno una buona idea del grado di compattezza che abbiamo raggiunto dal vivo”. http://www.daytrotter.com/article/1034/from-the-beady-little-eyes-of-the-enchanted-forest 

5) grazie per il link, effettivamente, si sente una certa compattezza di suono. Qualche aneddoto di questo Tour negli States? 

“Troppi momenti curiosi per ricordarli tutti – almeno per noi, andare in tour in America è come entrare in una sorta di gigantesco luna park. Incontri gente di tutti i tipi, dall’hippie di San Francisco alla vecchietta texana. In un negozio di strumenti abbiamo incontrato per caso un tipo che ci aveva visto suonare a Kunming, in Cina. Ci è capitato di dormire sul pavimento di un locale ma a Los Angeles siamo stati ospitati da una sceneggiatrice che vive in una villa con terrazza panoramica sulla città. Ad Asheville ci hanno portato in visita alla fabbrica della Moog. Ma forse il ricordo più bello è stato il soggiorno a St.Juan Island, un’isoletta al confine con il Canada. Siamo stati invitati a fare da headliner per un festival organizzato da un ricco appassionato di musica rock del posto, il posto era straordinario, l’ospitalità incredibile – per l’ultima canzone una parte del pubblico è salita a ballare sul palco, è stata davvero un’esperienza strana. Ci hanno anche mandato delle immagini girate quella notte, che trovi qui sotto:
 
http://youtube.com/watch?v=aFLNXyCXGKE
http://youtube.com/watch?v=aFLNXyCXGKE
http://youtube.com/watch?v=aFLNXyCXGKE

6) Bene, invece, un episodio che ti ha fatto voglia di tornare in Italia di corsa? In questo periodo nel quale pare in Italia si stia solo con le balle girate… 

“Il tour è stato lungo e faticoso, con spostamenti estenuanti, però se sei in un gruppo rock e stai suonando in America non c’è davvero niente che ti vorrebbe far tornare a casa. E’ l’esperienza più istruttiva e gratificante che ti possa capitare. Adesso per noi le cose in Italia sono molto migliorate, ma se i Jennifer Gentle sono sopravvissuti sino ad oggi lo devono esclusivamente all’interesse riscosso in altri paesi”  

7)una band italiana che ti ha colpito ultimamente, ed un pezzo che ti piacerebbe coverizzare?

“Mi piace moltissimo il disco di Beatrice Antolini, e mi piace un gruppo come i Father Murphy. Tra i gruppi che ho ascoltato recentemente mi ha colpito una band padovana chiamata Feral Children: stanno avorando al loro primo album e mi sembravano molto interessanti. Per quel che riguarda le cover, mi piacerebbe un giorno farne una di I’m Going Slightly Mad dei Queen – o magari qualcosa degli Sparks”.

(ultima domanda): la tua colonna sonore preferita?

“In questo momento direi Per Favore Non Mordermi Sul Collo di Krszystof Komeda – ma domani potrebbe essere qualcosa di Ennio Morricone  o dei  Goblin”.