era in fila con gli altri
della specie, quella rumorosa
dei vivi in città, nello sforzo finale
di spegnere la sigaretta,
prima del piatto caldo dovuto
per misericordia a tutti,
s’è capito che nel sistema
s’arrangiava pure lui:
c’erano una tovaglia, piatti
di plastica, profumo di pane
ed una minima coda
laterale; roba di sale,
olio e spezie,
tutti valori contabili della fame

***

si allontanano fra i bidoni
neri della produzione in crescita,
lei ha il trucco appena segnato
e nel corpo ancora scosso il viso
dice tutte le cose,
consumano in parcheggi
estemporanei gli incontri,
appena il freddo dà tregua
nel dopolavoro, stanno sul fondo
e riemergono, come in un’ottava
ripresa dove muso duro
a muso duro
ci si gioca una carriera
da pugili di zona industriale

dalla nuova raccolta di poesie…

(c) St. Lorefice